Questione di metodo
venerdì, 11 giugno 2010Come colorista già da tempo ho raggiunto metodo e costanza, ma come disegnatore ancora ero alla ricerca di tale “serenità nelle procedure”. Avevo pacchi di carta di mille formati con disegni e schizzi in giro, per non dire della confusione di files nelle cartelle dei vari progetti. Ogni pagina faceva storia a sè.
“La Croisade des Enfants” mi aveva visto arrivare di corsa all’ultimo momento, ho dovuto lavorare molto, e velocemente; tuttavia le tavole che mancavano alla fine erano solo una ventina, e il ritmo elevato era rimasto banale “gestione dell’emergenza”, senza diventare “metodo”.
Il libro “La Conjuration de Cluny” mi ha invece impegnato moltissimo fin dall’inizio, in particolare per via delle tempistiche molto strette in relazione alla qualità richiesta. In pratica è stata la prima volta in cui sono stato obbligato a realizzare tavole con ritmo elevato e costanza, per diversi mesi. E questo mi ha consentito/costretto ad arrivare ad un metodo.
Pubblico le fasi di lavorazione di una tavola del mio prossimo libro “Le Crepuscule de Tellure” per darne un’idea. Tralascio la parte iniziale (su carta) di definizione del numero di vignette e della “griglia” migliore (la sceneggiatura di “Tellure” è fatta da descrizioni e dialoghi delle varie pagine, senza la suddivisione in vignette, che quindi spetta a me).
La prima immagine è il layout o storyboard, con gli schizzi veloci delle inquadrature. In questa fase realizzo già il lettering definitivo, in modo che lo spazio occupato sia perfettamente controllato. Inoltre quando faccio questi schizzi ho già completato la raccolta di tutta la documentazione fotografica necessaria, e le inquadrature sono scelte anche in base ad essa. In questa fase non ho ancora prodotto carta (a parte i primissimi schizzi su fogli “da riciclo”), e tutto quanto è digitale.
Procedo poi alla realizzazione degli sfondi più complessi, che inchiostro immediatamente o realizzo già direttamente inchiostrati (digitalmente). Stampo quindi su carta la pagina quasi vuota (solo con i testi e qualche sfondo) e disegno invece a matita i personaggi e gli sfondi più semplici. Scansiono e “ritorno digitale” nel completare i balloon attorno ai testi. Il risultato è nella seconda immagine.
Terza immagine: inchiostrazione (digitale). Molti dettagli piccoli sui personaggi li realizzo direttamente in questa fase. Separo il lettering in un altro file, in modo che i balloon vuoti siano più comodi per il colorista.
Poi si procede alla colorazione digitale “come al solito”.


